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Torna la tradizionale benedizione degli animali al Rifugio SPAB

Domenica 12 gennaio 2020. Una bella tradizione quella che la Società Prote­zione degli Animali di Bellinzona orga­nizza da parecchi anni. Un modo di ricor­dare la festa di Sant’An­tonio Abate - che quest’anno cadrà venerdì 17 gennaio. In Ticino que­sta ricorrenza religiosa è molto sentita dalla nostra gente. Una volta era per invocare la protezione di Sant’Antonio sugli animali da cortile e della fattoria, animali importanti per il mo­desto reddito che la nostra gente poteva trarne. Ora l’invocazione viene richie­sta pure anche per gli animali da compa­gnia. La Spab domenica 12 gennaio alle ore 14.30 organizzerà la benedizione impar­tita da don Gregorio, sempre vicino agli animali della Spab. Alla fine del mo­mento di raccoglimento la Spab offrirà ai grandi un buon bic­chiere di vin brulè e per i piccoli una calda tazza di cioccolata. Per tutti ci sarà la possibilità di degustare alla bancarella InfoSpab gustosi dolci.

 

Brevi note sul Santo 

Le notizie storiche della vita di sant’Antonio derivano dalla biografia scritta da Sant’Atanasio, ve­scovo di Alessandria d’Egitto tra il 326 e il 372. Antonio nacque a Coma, in Egitto, nel 251. All’età di vent’anni vendette tutti i suoi beni per condurre una vita di asceta. Tra il 286 e il 306, visse in solitudine nel forte abbandonato di Pispir, sopportando e superando ogni genere di tentazione, dando origine all’iconografia delle tentazioni di sant’Antonio diffusa in particolare nel secolo XV. In quel tempo la sua fama si diffuse a tal punto che dovette ab­bandonare la vita eremitica per dedicarsi ai numerosi discepoli. Visse coltivando orti e in­trecciando stoie, mante­nendo l’austerità dell’asceta ma pronto a intervenire con passione nelle importanti questioni della Chiesa: nel 311 si recò ad Alessandria per sostenere i cri­stiani perseguitati da Massi­mino Daia, e vi tornò nel 355 per confutare la dottrina dell’aria­nesimo. Considerato in vita Santo e in grado di operare miracoli, portò molti alla conver­sione. Morì ultracente­nario nel 356. Secondo la credenza popolare il diavolo s’incarnerebbe nel maiale, così le immagini religiose del Santo con accanto un maiale sottomesso, hanno finito per farlo diventare anche il protettore di tutto il bestiame.Sant’Antonio si celebra con la benedizione agli animali impartita sul sagrato delle chiese, Nella tradizione popolare tici­nese, in particolar modo quella del Mendrisiotto, Sant’Antonio Abate è ricordato come Sant’Antonio del porcello in quanto i nostri vecchi avevano l’usanza di usare il grasso di maiale per curare “l’erbes zoster” conosciuto come il “fuoco di Sant’Antonio”.

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