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Quattro volpi scuoiate ritrovate a Gnosca

Macabra e allucinante scoperta sabato per un escursionista che tranquillamente stava passeggiando sulla sponda destra del fiume Ticino in territorio di Gnosca.

A circa 300 metri a sud del ponte che collega Preonzo a Claro, parzialmente nascoste dalla vegetazione, sui masi di granito che formano la diga del fiume, sono state ritrovate 4 carcasse di volpe completamente scuoiate con le zampe legate da uno spago nonché un mucchio di cenere con resti di pelliccia.

Si presume che gli animali uccisi possano essere molti di più ma che una parte sia stata bruciata o mangiata da altri carnivori. Due dei cadaveri rinvenuti, sono stati abbandonati da pochi giorni poiché la carne era ancora attaccala alle ossa e vi erano ancora le viscere. I resti dello scheletro delle altre due povere bestie erano sparse nei dintorni.

Sul posto, oltre agli ispettori della SPAB, anche gli agenti della Pol Com di Bellinzona e un guardiacaccia.

Le ipotesi sono molte, da voci raccolte nei dintorni potrebbe trattarsi atti di bracconaggio con tagliole o di qualche amante della caccia dal grilletto facile. Da notare che a fine febbraio sono scaduti i permessi speciali per la caccia alla volpe rilasciati dal Cantone. Saranno gli organi competenti a stabilire cosa sia effettivamente successo.

È incredibile, ancora nel 2017, dover essere confrontati con scene di questo tipo, atti inqualificabili commessi da un essere umano che la scienza definisce Sapiens Sapiens. Diversi studi hanno per altro dimostrato come la volpe regoli le nascite in funzione del cibo a disposizione e quindi non vi è nessun problema di sovrapopolamento.

Una magra consolazione in tutta questa triste faccenda; almeno questa volta il povero lupo non centra e non lo si potrà colpevolizzare poiché non ha ancora imparato a fare i nodi con lo spago.

 

 

 

 

 

 

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