Sant`Antonio Abate ricordato dalla Spab

Grande successo per la tradizionale benedizione degli animali Sant Antonio Abate ricordato dalla Spab In una giornata invernale piena di sole, domenica 18 gennaio 2015, la Società Protezione degli Animali di Bellinzona ha organizzato, come è tradizione da più di 10 anni, presso il rifugio di Gorduno-Gnosca la tradizionale festa di Sant’Antonio Abate il Santo protettore degli animali. In Ticino questa ricorrenza religiosa è molto sentita dalla nostra gente. Una volta era per invocare la protezione di Sant’Antonio sugli animali da cortile e della fattoria, animali importanti per il modesto reddito che la nostra gente poteva trarne. Ora l’invocazione viene richiesta pure anche per gli animali da compagnia. La Spab domenica 18 gennaio alle ore 14.30 don Gregorio aliszewski, parroco di Claro e Gnosca ha benedetto oltre un centinaio di animali arrivati con i loro proprietari da tutto il contado e oltre. Alla fine del momento di raccoglimento la Spab ha offerto ai grandi un buon bicchiere di vino brul è e per i piccoli una calda tazza di cioccolata come pure delle ottime torte e biscotti preparati dai volontari del rifugio. Quest’anno per l’occasione era presente il veicolo di soccorso SOS Barry l’ambulanza per il trasporto degli animali ai Tierspital di Zurico, Berna o presso le cliniche di Zugo e Varese. Brevi note sul Santo Le notizie storiche della vita di sant’Antonio derivano dalla biografia scritta da Sant’-Atanasio, vescovo di Alessandria d’Egitto tra il 326 e il 372. Antonio nacque a Coma, in Egitto, nel 251. All’età di vent’anni vendette tutti i suoi beni per condurre una vita di asceta. Tra il 286 e il 306, visse in solitudine sopportando e superando ogni genere di tentazione. In quel tempo la sua fama si diffuse a tal punto che dovette abbandonare la vita eremitica per dedicarsi ai numerosi discepoli. Visse coltivando orti e intrecciando stoie, mantenendo l’austerità dell’asceta ma pronto a intervenire nelle importanti questioni della Chiesa: nel 311 si recò ad Alessandria per sostenere i cristiani perseguitati da Valerio assimino Daia imperatore romano. Considerato in vita Santo e in grado di operare miracoli, portò molti alla conversione. orì ultracentenario nel 356. Secondo la credenza popolare il diavolo s’incarnerebbe nel maiale, così le immagini religiose del Santo con accanto un maiale sottomesso, hanno finito per farlo diventare anche il protettore di tutto il bestiame. Sant’Antonio si celebra con la benedizione agli animali impartita sul sagrato delle chiese. Nella tradizione popolare ticinese, in particolar modo quella del endrisiotto, Sant’Antonio Abate protettore dei macellai, salumieri, canestrai, animali domestici è ricordato come Sant’Antonio del porcello in quanto i nostri vecchi avevano l’usanza di usare il grasso di maiale per curare “l’erbes zoster” conosciuto come il “fuoco di Sant’Antonio”.