L`allocco Camillo torna a casa

Grazie alla Spab sabato sera a Carona L`allocco Camillo ritorna a casa Sono sempre giorni di festa per la Società protezione animali di Bellinzona quando le è possibile liberare un animale selvatico. Infatti, per la terza settimana di fila la Spab ha messo in libertà un altro volatile, questa volta notturno. Si tratta di Camillo, un giovane allocco trovato stordito a terra a pochi passi dal viale d’entrata del parco botanico San Grato di Carona. Poco prima della fine di novembre, due persone che si trovavano a passare in zona, individuavano l`animale in difficoltà. Contattata la Spab, gli ispettori giunti a Carona provvedevano al recupero di Camillo e al suo trasporto al centro cura rapaci a Gorduno-Gnosca. Fortunatamente sono bastati una decina di giorni affinch è Camillo si riprendesse completamente dalla disavventura in modo da poter tornare di nuovo a volare libero sulle colline che circondano il golfo di Lugano. Vedere Camillo volteggiare nell`aria è stato un altro bel regalo per la Spab che ringrazia di cuore le due persone che hanno trovato l`allocco che, grazie al loro interessamento ha potuto essere curato e rimesso in libertà. Testo: Stefano/ ichele Conosciamo meglio l’Allocco L’allocco (lat. Strix aluco) è un rapace notturno appartenente alla famiglia degli Strigidi. Il suo canto notturno nel bosco invernale può risuonare lugubre alle nostre orecchie e il leggero brivido che ci trasmette ci riporta per un attimo nei secoli scorsi, quando lupi e orsi erano ben presenti pure in Ticino. a oggi, in un ambiente antropizzato all’eccesso, il suo canto misterioso restituisce alla foresta il suo senso più naturale e selvatico, risvegliando in noi il rispetto e l’ammirazione che si merita. Le vecchie credenze popolari e leggende collegate a questa specie sono infondate e vanno rapportate a un lontano passato in cui la società umana e i suoi problemi erano estremamente diversi da quelli attuali.In Ticino l’allocco è mode-ratamente diffuso ma confinato nella fascia collinare e montana (soprattutto fino a 1`000 m, più raramente al di sopra) costituita da boschi misti e con presenza di castagni e faggi. I luoghi di svernamento sono solitamente prossimi ai siti riproduttivi. Dai dati rilevati negli ultimi anni, la distribuzione territoriale appare irregolare, ma una maggiore densità è stata riscontrata nel Sottoceneri e nelle valli occidentali del Sopraceneri. Testo e foto: Gianni arcolli